Carmina Burana

Sabato, 23 luglio 2016

 

di Carl Orff

Direttore Massimo Fiocchi Malaspina

Giorgia Paci, soprano
Pasquale Scircoli, tenore
Mauro Bonfanti, baritono

Coro Polifonico Stendhal

Pianoforti Andrea Zanforlin, Moreno Paoletti
Percussionisti Maria Luisa Pizzighella, Diego Verzeroli, Loris Mazza, Davide Broggini

Colonna sonora di film (ricordate la cavalcata di Artù nel film “Excalibur?”), musica per spot pubblicitari, brano per esibizioni di pattinatrici: i Carmina Burana di Carl Orff (soprattutto l’impressionante incipit “O fortuna”) sono una delle pagine più famose della musica classica, anche tra chi non frequenta le sale da concerto o i teatri, proprio per quell’impatto immediato così ritmicamente prorompente. Consultando un catalogo di antiquariato di Würzburg, Carl Orff scoprì il codice latino 4660, che fino al 1803 era stato conservato nella Biblioteca dell’Abbazia di Benediktbeuern (ovvero l’antica Bura Sancti Benedicti, fondata sulle Alpi bavaresi da San Bonifacio). Il codice si intitolava Carmina Burana (era stato lo studioso Johann Andreas Schmeller a dargli questo titolo in occasione della prima pubblicazione) e conteneva 228 testi poetici (in latino e in tedesco) composti dai clerici vagantes e presentati in 112 fogli di pergamena, con 8 miniature.
Orff ne ordinò una copia che ricevette il Giovedì Santo del 1934: “Nell’aprirlo trovai subito sulla prima pagina l’immagine, da lungo tempo famosa, della Fortuna con la ruota. Immagine e parole mi sopraffecero”. Così compose subito i primi due cori “O fortuna” e “Fortune plango vulnera”. Nacquero così i Carmina Burana: “Cantiones profanae cantoribus et choris cantadae comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis”, ovvero “Canzoni profane per solisti e coro accompagnati da strumenti e immagini magiche”.