Cent’anni di emozioni

DANZA

Sabato, 1 agosto 2009

 

 

Compagnia Les Passagers, Straordinari ballerini-acrobati che utilizzano la maestosa parete in granito alta oltre 80 metri come palcoscenico per coreografie a sviluppo verticale.

Claudio Sinatti l’artista multimediale che ama definirsi un ricercatore creativo che utilizza nuove tecnologie della comunicazioni, vecchi trucchi della fisica e del teatro e molta poesia.

On the stones Jazz Orchestra, impegnata nell’esecuzione di una grande suite musicale, libera rivisitazione di celebri melodie provenienti dalla storia del cinema, ideata e diretta da Ramberto Ciammarughi. Con la straordinaria partecipazione di Michael Rosen e John Arnold.

L’imponente allestimento vuole omaggiare i grandi maestri del cinema e della colonna sonora dalle origini con Charlie Caplin passando per Nino Rota fino a John Williams. Uno spettacolo che farà vivere le immense pareti della cava di granito in ogni sua parte colmandola di luci, immagini e suoni dall’impatto sicuramente spettacolare e poetico al contempo.

 

Cent’anni di emozioni

È l’arte emblema della modernità, il cinema. È anche l’arte dell’immaterialità, della trasparenza dell’incorporeità, e questo è un paradosso, evidentemente, che l’avvicina alla musica. Mostra cose concrete che nel momento in cui le vediamo non ci sono più. È un’ arte che sospende il tempo, capace di regalare l’eterna giovinezza.

All’inizio, col cinema muto, e con le tecnologie rudimentali dell’epoca, la musica non era, come invece accade oggi, dentro la pellicola, indissolubilmente legata a quella immagine. E così bisognava eseguire dal vivo, e i pianisti o le orchestrine dei cinema suonavano quel che capitava, perché tanto la musica era solo un simpatico accessorio alle immagini. Poi però la musica cominciò ad essere qualcosa di più di un sottofondo. E tanto crebbe il suo ruolo che poco dopo l’invenzione del cinema la colonna diventò qualcosa di basilare per il film. Se nella nostra lingua la chiamiamo “colonna” è perché ne riconosciamo il ruolo portante. Da lì in poi sono cambiati gli stili, la musica si scrive in modo ovviamente sempre vicino ai gusti, che, si sa, cambiano in fretta: nuove musiche sono entrate nelle colonne sonore del cinema. Ma l’arte di scriverle non è cambiata.

La grande colonna sonora è sempre lì, al suo posto. Tanti sono i maestri di questo filone creativo (Charlie Chaplin, Nino Rota, John Williams, Ennio Morricone): banale dire, e mille volte detto, forse perché molto vero, che le loro note hanno accompagnato tante generazioni.

La serata conclusiva del Festival è un tributo a questa grande tradizione.

Le videoproiezioni di Claudio Sinatti, sempre attento all’aspetto “artigiano” del saper fare teatro, e le note delle più celebri colonne sonore ridisegnate sulla base di un viaggio nella memoria di tutti noi, accompagneranno le evoluzioni coreografiche degli straordinari Les passagers, che, leggeri come pure immagini aeree, sapranno dare alla nuda parete di granito consistenza di un velo di celluloide.

Un palcoscenico impossibile per sogni ad occhi aperti, più veri del vero. Ma si, in fondo, proprio come al cinema….