Fuego Gitano: Pasion y Muerte

La vera storia di Carmen

Sabato, 31 luglio 2010

 

 

Regia di Stefano Monti
Direttore André Bernard
Musiche di George Bizet

Lirica, danza, teatro per raccontare la storia di passione e sangue più coinvolgente di tutti i tempi.

Con la partecipazione straordinaria di Gianmarco Tognazzi

Compañia de Flamenco Ursula Lopez
Ursula Lopez solista, Teresa Lopez, Jeranys Pérez, Tamara Lucio, Conchi Sánchez

Maddalena Calderoni soprano
Gustavo Porta tenore
Paolo Ruggiero baritono
I Virtuosi Italiani orchestra
Michele Scaciga video arte

Quando Prosper Mérimée scrisse Carmen, nel 1845, in Francia impazzava già da un quindicennio la moda della Spagna: una Spagna molto romanticamente vista come teatro di duelli d’onore, come sfondo alle azioni e ai sentimenti di personaggi dal linguaggio altisonante, sempre pronti ad infiammarsi. Hernani di Hugo è un esempio (sublime) di questa moda, e lo stesso Mérimée aveva dato il suo contributo al genere con qualche novella.

Ma con Carmen qualcosa cambia. Dello stile pomposo della moda spagnola non resta più nulla, essa è a anzi perfino fatta bersaglio di una sottile ironia: la lingua si fa scarna, dura, tagliente, ogni effetto gratuito è bandito – la rovente Spagna pare raffreddarsi. Del nuovo modo di avvicinare questo paese ulteriore frutto sarà, nel 1875, quando ormai il romanticismo ha assunto tratti diversi, l’omonima opera di Bizet (che in realtà è un’opéra-comique, dacché i dialoghi della versione originale sono parlati), anch’essa caratterizzata da una lingua musicale asciutta, in cui l’elemento folclorico è poco più che uno spunto. Dopo inizi non entusiasmanti, sarà proprio l’opera a condurre ad universale ed immortale fama questo testo.

Quando Nietzsche entrerà in rotta di collisione con Wagner, con le sue mitologie nordiche e cristiane e con la sua lingua musicale ipetrofica, addurrà proprio la Carmen di Bizet ad esempio di sincerità e quindi di “salute” e pienezza della vita.
Carmen non è una storia spagnola se con Spagna si intende la Castiglia con i suoi stereotipi e i suoi cliché. Tutt’al più è una storia iberica. Ma meglio sarebbe pensare che è una storia universale che percorre i meandri della passione più accesa e ne narra i possibili, terribili esiti. In fondo Carmen è scritta da un francese in francese, e pure francese è il compositore che con un’opera l’ha resa celeberrima, e tedesco il filosofo che ne ha sancito il rilievo estetico e il peso storico e filosofico.

Ma se non è una storia di Spagna, cos’è allora Carmen? Forse la si potrebbe raccontare essenzialmente come la storia di due senza terra, l’una senza terra per natura, l’altro, José, sradicato dai suoi paesi baschi, che – come si sa – sono altro dalla Spagna, ed anche come la storia del desiderio di libertà. È veramente, come suggerisce il titolo di questo spettacolo, una storia di passione e morte: attenzione non è il consueto binomio di amore e morte, legati ma opposti. È una storia di passione e morte, dove la seconda non è l’opposto, ma la naturale conseguenza della prima, e questa ineluttabilità tragica germoglia proprio sullo spaesamento dei due protagonisti, sul loro essere vittime di una passione incontenibile. L’amore per Carmen è impossibile perché esso avrebbe bisogno di una realtà domestica per consumarsi. Chi di una casa è privo ha appunto solo la passione dalla sua.

Nel tempo l’opera di Bizet ha sopravanzato in celebrità, come in altri casi è accaduto, la sua fonte letteraria, e negli allestimenti il pittoresco spagnolo è tornato in evidenza, spesso anche troppo. Rimettere in relazione diretta il testo di Mérimée e la musica di Bizet come fa questo spettacolo permette di riscoprire la densità di un rapporto fra fonte letteraria e adattamento musicale che normalmente rimane celato, ma che è ricchissimo di prospettive. Lasciare da parte la celeberrima musica dell’opera per qualche istante facendo posto al testo significa in realtà dotarsi di nuovi mezzi per comprenderla meglio subito dopo, significa munirsi di lenti più potenti con le quali osservare più addentro nelle le dinamiche del sentimento e dei suoi eccessi.