La carne del marmo. Incontro con Michelangelo Buonarroti

Sabato, 21 luglio 2012

 

 

Da un’idea di Alessio Pizzech e Maddalena Calderoni
Uno spettacolo di Alessio Pizzech
Con Alessio Boni
Coreografie di Walter Matteini
Video a cura di Giacomo Verde
Musiche di Dario Aricidiacono
Luci di Nevio Cavina
Costumi di Valerio Maggioni
Danzatori Mattia De Salve e Julio Cesar Quintanilla
Cerniere Drammaturgiche di Gian Maria Cervo

Produzione escusiva di Tones on the Stones

 

Non ha l’ottimo artista alcun concetto
Ch’un marmo solo in sé non circoscriva
Col suo superchio, e solo a quello arriva
La man che ubbidisce all’intelletto

 

Lo spettacolo vuole esplorare il mondo e l’immaginario di Michelangelo Buonarroti e del suo rapporto intimo con la materia da cui scaturisce l’opera d’arte.

Dando voce e costruendo un percorso drammaturgico tra i sonetti di Michelangelo, visiteremo  i luoghi più segreti dell’anima di questo genio dell’arte, del suo rapporto con la carne, con la bellezza, con il passare del tempo ed il rapporto con l’amore trasgressivo; aspetto quest’ultimo assolutamente nevralgico.

La propria condizione di omosessuale ( aspetto sottolineato dalla critica più recente ) pone Michelangelo in una posizione di isolamento di cui egli si fa portatore con le sue stesse parole; questo artista così novecentesco si scontra con il sistema valoriale del mondo  che gli sta attorno ed il suo fermento creativo lo racconta totalmente.

Attraverso l’interpretazione di Alessio Boni il pensiero dell’artista si intreccia con un viaggio musicale creato dal compositore Dario Arcidiacono.

Musica e parole ci parleranno del Fuoco e della sua simbologia, del fabbro ( l’artefice, l’artista ) che si lega alla centralità dell’Occhio che vede, dell’immagine che come elemento materiale che suscita la “reverie artistica” e poi Dio, la fede, il peccato e l’anima immortale.

Questi aspetti del mondo oscuro di Michelangelo si incontrano, in un gioco tra musica e parole con la centralità dell’amore, dell’amato e dell’amante in uno struggimento continuo che si scontra appunto con la bruttezza, la vecchiaia e la morte. Le immagini delle opere di Michelangelo verranno sezionate, scomposte, a coglierne gli elementi corrispettivi di questo racconto, dall’artista visuale Giacomo Verde che  ripercorrerà così il passaggio dalla materia grezza del marmo alla statua. Sarà pure evocato il lavoro degli strumenti; oggetti/testimoni che secondo la tecnica Michelangiolesca lavorano la pelle del marmo dando quello straordinario senso del movimento e della tridimensionalità dell’immagine.

Una tridimensionalità che avvolgerà la voce narrante origine e punto di arrivo di tutto il racconto scenico.

Le coreografie di Walter Matteini affidate ai corpi di due giovani danzatori rievocheranno la sensualità dei corpi maschili del Buonarroti così sondare quel limite tra corpo ed evocazione di esso, tra pelle e superficie marmorea, tra muscolo e venatura della materia grezza.

Un viaggio estetico attraverso le arti della scena che riconduce ad una bellezza ideale, antica che in Michelangelo diventa atto di rivendicazione della propria originalità di fronte la mondo ; l’artista afferma la propria condizione che si consuma nel rapporto carnale con il marmo.

Musica, danza, arti visive, parola si rincorrono a cercare echi del mondo interiore del Genio fiorentino ; e quella poesia del lavoro umano, dello sforzo artigiano di “dare forma” diventano epopea e monito per il nostro presente meccanicistico e materialista.

Un incontro artistico che vuole restituire sacralità alla materia informe che prende forma e che diventa personaggio dialogante: la pietra informe che in sé già conserva la Vita.

 

Alessio Pizzech

Alessio Pizzech, nasce a Livorno nel 1972, ancora bambino si  dedica al canto, lavora in un circo fino a 18 anni e in un attimo da promessa del teatro la critica lo definisce come uno dei più significativi registi del panorama italiano. Con straordinaria energia mette in scena circa 120 spettacoli fra prosa e lirica collaborando con tutti i principali teatri  e festival italiani. Tra i sui lavori più significativi degli ultimi anni citiamo per la Prosa:  2006 Processo Ebbro di B.M. Koltès  -2006 La Nuit de Valognes di E. E. Schimdt-2007 Mele e negri di Tommaso Santi -2008 Illuminazioni da H.Muller-2009 L’eredità di B.M Koltès -2010 Coco di B. M . Koltès -2010 Per non morire di mafia di P. Grasso – 2010 Dovresti tornare più spesso e Risalendo la strada ho incontrato i fantasmi di P. Myniana sempre nel 2010 Che disgrazia è l’intelligenza di A. Griboedov. In ambito lirico citiamo:  Il Piccolo Spazzacamino di B. Britten Dirindina di D. Scarlatti La Voix Humaine di F. Poulenc (versione orchestrale) -2007 Faust di C. Gounod Marcella di U. Giordano  Amica di P. Mascagni  Pimpinone di T. Albinoni Elisir d’Amore di G. Donizetti Pagine d’Amore da P. Mascagni Ode a Leopardi di P. Mascagni Zanetto di P. Mascagni  Histoire du soldat di I. Stravinskij e Brundibar di H. Krasa  -2008 Cenerentola di G. Rossini  Carmen di G. Bizet -2009 Ascesa e caduta della città di Mahagonny di K. Weill e ripresa del Tito Manlio di A. Vivaldi – 2010 Cavalleria Rusticana di P. Mascagni e Pagliacci di R. Leoncavallo Giulio Cesare di Haendel. Ha collaborato con Opera Youth Arezzo, Lario Lirica, la Fondazione Donizetti di Bergamo- BergamomusicaFestival, Fondazione Gran Teatro la Fenice, Fondazione Rosselini, Pergine Spettacolo Aperto,  Il Teatro Alighieri di Ravenna,  il Teatro del Giglio di Lucca, il Teatro Comunale di Modena, il Teatro Comunale di Ferrara, il Teatro Cilea di Reggio Calabria, il Teatro Verdi di Pisa e il Teatro Goldoni di Livorno, con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro della Fortuna di Fano, il Teatro Lirico di Spoleto,  Teatro Umberto Giordano di Foggia, con l’Ente Luglio Trapanese, Festival delle Ville Vesuviane, il Festival della Valle d’Itria, con il Teatro Nazionale Sloveno di Maribor, il Festival OperaBarga, i Solisti Dauni, il Festival Lunatica e Taormina Arte. È Stato docente di Arte Scenica al Conservatorio Giordano di Foggia. Di particolare rilevanza l’attività di formatore attuata dal ’93 in Italia e all’estero. Ha al suo attivo un contributo per la pubblicazione “ I Teatri della scuola “ edito dalla Provincia di Pisa.

 

Alessio Boni

La svolta nella sua carriera arriva con La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, vincitore della sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2003 e di altri numerosi premi, grazie al quale ottiene il Nastro d’argento 2004. Nel 2005 gira il film La bestia nel cuore, diretto da Cristina Comencini, che viene candidato al Premio Oscar 2006 come miglior film straniero, e vince il Globo d’Oro come miglior attore rivelazione per il film Quando sei nato non puoi più nasconderti, sempre di Giordana, mentre nel 2006 vince il Globo d’Oro come miglior attore per il film Arrivederci amore, ciao, di Michele Soavi. Nel 2007 interpreta il personaggio del principe Andrej Bolkonskij nella miniserie Guerra e pace, tratta dall’omonimo romanzo di Lev Tolstoj, ed è il protagonista di Caravaggio, miniserie presentata in anteprima durante il Roma Fiction Fest e trasmessa in Italia il 17 e 18 febbraio del 2008 su Rai Uno. Successivamente recita nelle miniserie Puccini con la regia di Giorgio Capitani, realizzata nell’anno del 150º anniversario della nascita del grande compositore lucchese Giacomo Puccini, Rebecca, la prima moglie, regia di Riccardo Milani, e nella seconda stagione di Tutti pazzi per amore nel ruolo di Adriano Ventoni, fratello di Michele Ventoni interpretato da Neri Marcorè. Interpreta poi Come un soffio, un cortometraggio diretto da Michela Cescon insieme a Valeria Golino, presentato alla 67ª Mostra del cinema di Venezia. Nel 2012 sarà in prima serata su Rai 1 per l’attesissima miniserie tv Walter Chiari – Fino all’ultima risata nella quale interpreta il celebre attore comico. Un ruolo che,ha più volte dichiarato, considera il più difficile che abbia mai interpretato.

 

Walter Matteini 

E’uno dei giovani coreografi italiani di maggior talento. Diplomatosi all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, ha lavorato per le più importanti compagnie italiane e straniere quali l’Aterballetto con Mauro Bigonzetti, il Balletto di Roma con Franca Bartolomei e Walter Zappolini, il Balletto Nazionale di Marsiglia con Roland Petit, I Balletti di Montecarlo con Jean C. Maillot, l’Opera di Lione con Yorgos Loukos. Interpretando ruoli con compagnie di tale rilievo gli ha consentito di lavorare con i più bei nomi della danza contemporanea: J. Kilian, W. Forsythe, M. Ek, B. Cullberg, M. Marin, J. Neumeier ecc… Il suo interesse primario è tuttavia quello coreografico e le stesse compagnie in cui è danzatore gli offrono l’opportunità di esprimersi. All’interno della scena interattiva italiana Giacomo Verde è sicuramente una delle figure più sfaccettate per il numero di attività e di campi di interesse: è videomaker, tecnoartista, mediattivista legato alla sperimentazione delle tecnologie povere con le quali mostra, nelle installazioni e a teatro, come la creatività non dipenda da un forte dispiegamento di mezzi. Le sue operazioni sono variazioni sul tema della necessità di un uso politico delle immagini e di una riappropriazione-socializzazione dei saperi tecnologici. Verde riflette da tempo sulla possibilità di fondere l’esperienza estetica con la pratica comunicativa dell’arte in un’ottica di decentramento produttivo, esplorando anche attraverso i diversi media e il web, nuovi modi di “fare mondo” e “creare comunità” con l’obiettivo di agitare le acque dell’arte con la forza dell’attivismo e di creare eventi e contesti sempre più “partecipati”: dai laboratori per i bambini ai Giochi di autodifesa televisiva, fino alla creazione di Tv comunitarie interattive come la Minimal TV. “L’attitudine politica” sta dietro a tutte le creazioni di Verde, una “attitudine hacker” che se non si esprime direttamente nei contenuti, si materializza nell’elaborazione di dispositivi “low-tech” che dimostrano un uso creativo ma a basso costo e alternativo a quello proposto dal mercato, dei media elettronici.

 

Dario Arcidiacono

Compositore e fondatore insieme a Sebastiano Lo Monaco di quel gruppo di giovani artisti siracusani (collettivamente noti come SiciliaTeatro) che nel 1989 mise in scena HYSTRIO di Mario Luzi con la grande Paola Borboni, Sebastiano Lo Monaco e Andrea Bosic. Per quella coraggiosa operazione teatrale il gruppo venne invitato da Giorgio Strehler a partecipare alla stagione del Piccolo Teatro di Milano. Ha curato le musiche di scena di numerosi spettacoli tra cui EDIPO RE di Sofocle (2004) per l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, TITUS ANDRONICUS (2006) di William Shakespeare per la compagnia di Mariano Rigillo, PROMETEO INCATENATO (2006) di Eschilo per il Teatro Stabile del Veneto, BARIONA (2007) di J.P. Sartre per il Dramma Popolare di San Miniato, PER NON MORIRE DI MAFIA (2010) di Pietro Grasso per Il Festival di Spoleto. Per il cinema ha composto le musiche del film RIPARO di Marco Puccioni presentato al Festival di Berlino nel 2007, ha inoltre composto le musiche di FEDRA presentato al Festival di Miami nel maggio 2007, la pellicola ha vinto il premio per la migliore colonna sonora originale.