sColpire Donna

Il ruolo dell’arte sembra essere uno degli interrogativi più discussi nell’ambito delle politiche socio-culturali contemporanee. Emarginata spesso a pura pratica estetica per menti elitarie, l’Arte, e in particolare l’arte che si guarda, rivendica e necessita di una più chiara riaffermazione identitaria. Se è permesso pensare ed affermare che la cultura salverà il mondo, l’arte può e deve assumersi responsabilità sociali, poiché “ha il potere di agitare critiche e riflessioni, soprattutto nei confronti delle disparità del mondo e delle giustizie mancate”. Si assiste oggi ad una sempre maggiore rappresentazione del mondo come assemblaggio di immagini che colpiscono il nostro sguardo. Un patchwork di figurazioni e di segni che colgono istantaneità di cronaca sociale, spesso spettacolarizzata più che reale. Spettacolarità che colpisce per la brutalità e l’atrocità di alcune immagini, ma che sovente scolpisce solo uno strato superficiale della persona, che tocca la nostra sensibilità, ma non sensibilizza, che riconosce l’ingiustizia, ma che non rende giustizia vera. A partire da questa consapevolezza si inserisce il progetto legato al tema della violenza sulle donne a cui non a caso, ho voluto dare il nome di “sColpire Donna”. La violenza che colpisce ogni anno numerose donne in tutto il mondo è una realtà che non va nascosta, non va dimenticata e che è necessario scolpire nella nostra memoria. Ma la memoria, credo, si alimenti e si preservi più efficacemente, non attraverso altra ingiustizia e negatività, ma con la Bellezza, intesa nell’accezione più ampia di Giustizia, di autentica Verità. Bisogna raccontare le storie di uomini e di donne vere, autentiche, giuste, che siano ispirazione per tutti gli uomini e le donne di oggi e di domani. Allora scriviamo libri, fotografiamo, pubblichiamo immagini, ascoltiamo musica, guardiamo film e costruiamo città che raccontino la Bellezza. Già il filosofo greco Plotino, quasi duemila anni fa, ci aveva suggerito come trovare la Bellezza: “Come si può vedere la bellezza dell’anima buona? Ritorna in te stesso e guarda: se non ti vedi ancora interiormente bello, fa come lo scultore di una statua che deve diventare bella. Egli toglie, raschia, liscia, ripulisce finchè nel marmo appaia la bella immagine: come lui, leva tu il superfluo, raddrizza ciò che è obliquo, purifica ciò che è fosco e rendilo brillante e non smettere di scolpire la tua propria statua interiore, finchè non ti si manifesti lo splendore divino della virtù e non veda la temperanza sedere su un trono sacro”. E continua “Ma se tu vieni a contemplare lordo di cattiveria e non ancora purificato oppure debole, per la tua poca forza non puoi guardare gli oggetti assai brillanti e non vedi nulla, anche se ti sia posto innanzi un oggetto che può essere veduto. È necessario, infatti, che l’occhio si faccia uguale e simile all’oggetto per accostarsi a contemplarlo. L’occhio non vedrebbe mai il sole se non fosse già simile al sole, né un’anima vedrebbe il bello se non fosse bella. Ognuno diventi dunque anzitutto deiforme e bello, se vuole contemplare Dio e la Bellezza”. Riconoscere in ogni donna la sua vera Bellezza, significa scandagliare il suo carattere, la sua personalità: corpo di marmo forte e duro che lo scalpello incide nelle venature della fragilità e vulnerabilità dell’essere, nel dare forma a un volto di donna unica, autentica, bella. La Pietra si fa dunque materia prima per le mani dell’Uomo-Scultore che “leva” la bellezza del volto di Donna da imprimere nella memoria; memoria resa visibile da un mosaico fotografico di volti espressi nella loro unicità. Di fronte alla costruzione di tanta Bellezza, qualunque uomo sarà disarmato.
Giulia Grassi

 

L’opera d’arte collettiva
L’installazione artistica dal titolo sColpire Donna sarà il risultato degli scatti fotografici realizzati dagli uomini che aderiranno all’iniziativa. Le fotografie scattate esclusivamente da uomini saranno la rappresentazione di un particolare del volto della Donna scelto per la sua unicità. Ogni singolo scatto costituirà così la tessera di un mosaico applicato ad una porzione di parete della cava, dove la venatura del marmo sarà resa visibile dalla trasparenza del materiale su cui le fotografie verranno stampate. Si realizzerà così un’opera collettiva, un mosaico di particolari di volti di Donne da imprimere nella memoria.

 

Modalità di partecipazione
La fotografia, che dovrà essere scattata esclusivamente da un uomo dovrà rappresentare un particolare del volto della donna, scelto per la sua unicità. La fotografia digitale dovrà essere inviata in formato JPG all’indirizzo di posta elettronica art@tonesonthestones.com scrivendo il NOME della donna fotografata.