Turandot

Giovedi, 28 luglio 2016

 

 

di Giacomo Puccini

Regia Stefano Monti
Direttore Stefano Giaroli

Maddalena Calderoni, soprano   Turandot
Valeriy Georgiev, tenore   Calaf
Filomena Fittipaldi, soprano   Liù
Alberto Zanetti, baritono   Ping
Orlando Polidoro, tenore   Pong
Marco Iezzi, tenore   Pang
Devis Fugolo, basso   Timur
Ken Watanabe, basso   Un mandarino
Iano Selli, tenore   Imperatore Altoum

Orchestra delle Terre Verdiane
Corale Lirica Ambrosiana

Scenografia video 3D realizzata da Anna Frigo e Michele Innocente, Studio Vertov
Disegno Luci Nevio Cavina

Aiuto regia e movimenti mimici Monique Arnaud
Danza aerea a cura di Cafelulè
Mimi: Studenti del corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro, Università IUAV di Venezia (Francesco Bonati, Beatrice Cazzaro, Messua Mazzetto, Emanuele D’Ancona, Aisling Lenti, Fatma Barbafiera, Cosimo Damiano D’Agnessa, Anja Dimitrijevic)

Una produzione di Tones on the Stones

Tones on the Stones propone per la sua decima edizione una produzione operistica imponente che vede coinvolti oltre 130 artisti. L’allestimento prevede l’utilizzo del video mapping in 3D. La regia è affidata a Stefano Monti, artista dal raffinato senso estetico che ha al suo attivo oltre 40 regie di titoli operistici.

Parlare del mondo magico della Turandot significa allo stesso tempo attraversare il globo alla ricerca di atmosfere che si intrecciano le une alle altre in una simbiosi perfetta tra le culture più disparate che hanno influenzato l’autore al momento della composizione.
Ascoltando per la prima volta l’ultima opera di Puccini si rimane subito colpiti da quel particolare intreccio di esotismo e drammaticità reso in modo così particolare da musica e personaggi.
La Turandot nasce per la prima volta sotto forma di fiaba teatrale scritta da Carlo Gozzi. Appare subito evidente quanto e di quale spessore sia stato il lavoro del compositore allorché si apprestava a trasformare in dramma quella che inizialmente era una fiaba.
Quando iniziò a comporre la Turandot Puccini non era certo più giovane e una malattia minava le sue forze. I collaboratori e l’editore stesso cercarono di dissuaderlo dal lavorare troppo, cercando di suggerire un riposo ristoratore.
Ma ormai la vita e le energie del compositore erano strettamente legate alle vicende dei suoi ultimi personaggi: il principe Calaf, Turandot la gelida e la piccola Liù, il cui destino era drammaticamente legato a quello del celebre compositore.
La prima rappresentazione della Turandot avvenne al Teatro alla scala di Milano, il 26 aprile 1926, due anni dopo la morte di Giacomo Puccini, grazie anche alla collaborazione del maestro Franco Alfano il quale lavorò sugli appunti di Puccini per portare a compimento l’opera ultima del grande compositore.