Uxia in “Eterno Navegar”

CONCERTO

Martedì, 30 giugno 2009

 

 

La cantante gallega dalla voce di velluto avvolge lo spettatore con atmosfere che attingono al patrimonio popolare della sua terra d’origine, miscelate ad armonie provenienti dai paesi lusofoni.

Un oceano non è solo spazi immensi e infiniti orizzonti. Un oceano è anche un tessuto di rotte, percorse e da percorrere. Ed è una storia scritta su quella immensa pagina liquida dalla miriade di velieri e navi che l’hanno solcata. È l’intrico di storie di viaggi e di naufragi, di tempeste e bonacce, di parole non dette e di silenzi espressi.

L’eterno navigare è l’anima della cultura atlantica. Il concerto di Uxìa è una versione in musica di questa cultura dell’andare, di questa mobilità oceanica che confonde le culture e rende permeabili i confini, li sfuma, senza scalfire le forti identità culturali che entrano in gioco. E allora l’originaria Galizia, le Azzorre e il Brasile, il Capo Verde e il Portogallo divengono con Uxìa, non più identità distinte, ma lati diversi di una stessa figura. L’acquatica vastità dell’Atlantico è per le terre che su esso si affacciano un legame, e non una separazione, un epico liquido amniotico che genera una cultura e non l’acqua in cui si scompare. Come il Danubio per la Mitteleuropea spesso raccontata e interpretata da Claudio Magris. Solo che in quel caso il grande fiume trascina via tutto, ha un fine ed un destino ultimo, un senso, una direzione. Un fiume conosce il tempo.
L’oceano invece no, non ha una meta, non ha tempo, il viaggio non ha una predestinazione, e quindi potrebbe non finire mai. Bisogna solo scegliere cosa essere: se l’Ulisse di Omero, che vuol tornare ad Itaca per restarvi, o quello di Dante, che da Itaca riparte per sete di conoscenza. Uxìa, forse, ha scelto la terza possibilità, che è la sintesi perfetta delle altre due: viaggiare per scoprire che le identità si muovono e cambiano, per scoprire che essere a casa vuol dire anche, e soprattutto saper parlare con i popoli e le loro culture. Che essere parte di un luogo e di una gente vuol dire soprattutto saperli raccontare. Perché a raccontare si riceve più di quanto si dà.

Più di vent´anni di carriera portano Uxia ad essere una delle voci più popolari e amate della Galicia e del Portogallo. Le sue canzoni attingono alla musica tradizionale, ma sono fortemente impregnate di uno stile personale ed innovativo. Dal suo debutto con il disco “ Foliada de Marzo” al 1997 anno nel quale realizza insieme alla cantante Rasha, a Maria Salgado e al chitarrista Cuchus Pimentel, “La sal de la vida”, il suo lavoro rappresenta un punto di incontro tra diverse culture, una forma di comunicazione tra popoli e genti. Nel 2000 pubblica “Danza das areas” che rappresenta un cambio di traiettoria con composizioni proprie e suoni più contemporanei.

Sempre convinta dell´importanza delle musiche ancestrali, promuove la creazione di gruppi di donne “cantareiras” e partecipa a numerose esperienze musicali con artisti della misura di Jessie Norman, Dulce Pontes, Noa, Chico Cesar. La sua passione per il “mestizaje” e la capacità di mettere insieme voci, strumenti, ritmi e suoni ne fanno una calamita per i talenti latini, lo dimostra come direttrice artistica di “Cantos na mare”, uno spettacolo concepito come incontro di artisti dell’ area lusófona che nel palco scenico si trasforma in una festa multiculturale con le migliori voci del Portugalo, Brasile, Capo verde, e Africane etc. Attualmente presenta il suo novo disco “Eterno Navegar”, percorrendo cammini di suoni atlantici e ritmi africani che si miscelano con la sua voce e il suo stile intimista.