Vivere i territori della pietra

 

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Nell’autunno 2015, Fondazione Cariplo ha assegnato al festival Tones on the Stones, al Comune di Crodo e al Comune di Verbania un contributo per il progetto “Stone Heritage Map, Vivere i territori della pietra. Percorsi innovativi di valorizzazione della cultura materiale ed immateriale del VCO”.
Il progetto finanziato rientra nel bando “Protagonismo culturale dei cittadini”. Cariplo rileva che la partecipazione degli Italiani alla vita culturale è decisamente inferiore alla media europea e permangono forti differenze tra i pochi che hanno un’alta esposizione alla cultura, nelle sue diverse forme e i molti che non ne hanno alcuna. Tale fenomeno è da attribuirsi a molteplici aspetti: livello socio-economico delle persone, un’offerta culturale limitata o poco diversificata, difficoltà a riconoscersi nelle attività proposte dalle istituzioni culturali, spesso autoreferenziali e non rispondenti ai bisogni o agli interessi del pubblico, scarsa consapevolezza dei valori culturali e identitari veicolati dal patrimonio storico-artistico.
Un inadeguato accesso alle opportunità culturali impedisce il pieno sviluppo delle persone e la loro effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese e rappresenta quindi un serio limite per la crescita pluralistica della società. Cariplo ha invitato quindi le istituzioni culturali a contrastare tali dinamiche, proponendosi nei rispettivi territori come luoghi di aggregazione, di confronto, di scambio, di crescita del senso civico, di apertura verso il mondo, di sviluppo della consapevolezza di sé e degli altri, di elaborazione di nuove sintesi culturali.
Il progetto finanziato, che vede come capofila il Comune di Crodo, ha identificato come luogo della cultura da rivalutare e rivitalizzare il Foro Boario, saranno inoltre coinvolti le cave d’estrazione utilizzate da Tones on the Stones, le aziende lapidee con i propri laboratori, luoghi della cultura appartenenti al Comune di Verbania e istituti di formazione. “Stones Heritage Map, Vivere i territori della pietra” propone molteplici azioni che si snoderanno in un triennio ed intende coinvolgere i cittadini nella produzione culturale, valorizzare il patrimonio della comunità di appartenenza,  dare spazio e visibilità alle forme di espressione artistica e culturale delle diverse componenti della società attraverso laboratori di formazione per giovani artisti, artisti e musicisti amatoriali, famiglie e ragazzi in età scolare e infine, favorire l’incremento del pubblico alle iniziative artistiche e culturali valorizzando anche  il volontariato.

 

STONE HERITAGE MAP
VIVERE I TERRITORI DELLA PIETRA

Percorsi innovativi di valorizzazione della cultura materiale e immateriale del VCO

Da sempre i territori delle valli d’Ossola e del Lago Maggiore sono uniti da una storia e da un patrimonio storico-culturale comuni: il fil rouge che li lega e li collega è la pietra, elemento naturale che ha dato vita a un passato ricco di storia e tesori artistici.
Per preservare l’identità culturale di questi luoghi è necessario avviare quanto prima un percorso di innovazione dei processi di valorizzazione della cultura materiale locale di cui la pietra naturale e le attività di estrazione a essa correlate costituiscano l’elemento caratterizzante, dall’elevato valore economico, sociale e di sviluppo.
Partecipazione attiva, reinterpretazione artistica e condivisione digitale sono gli elementi principali per promuovere una vera strategia di innovazione e di valorizzazione di questi territori nel medio-lungo periodo, che permetta di custodire e condividere il vasto patrimonio culturale che racchiude la memoria storica degli abitanti e la arricchisce con gli aspetti identitari delle nuove generazioni.
La partecipazione attiva delle comunità locali – ed in particolare delle nuove generazioni – è di estrema importanza in tale processo di innovazione che, attraverso la sperimentazione di percorsi creativi e la realizzazione di eventi formativi, di aggregazione ed artistici, mira ad innescare un processo virtuoso di riscoperta dei territori e degli elementi identitari che li contraddistinguono.

Il progetto qui descritto prevede la creazione di una “social heritage map” – ovvero una mappa sociale degli elementi identitari –, la sperimentazione di laboratori interattivi e la realizzazione di una serie di eventi all’interno dell’esistente Festival Tones on the Stones, che ha il proprio luogo d’elezione nelle cave di estrazione della pietra.
Il principio di connessione tra i soggetti coinvolti nel progetto attinge alla natura: l’elemento identitario più forte risulta essere la pietra, ma ad esso si deve accostare l’acqua, che per la cittadina di Crodo è un elemento di estrema caratterizzazione quanto per Verbania.
Acqua e pietra sono tra i tematismi che pervadono la nostra cultura e il nostro paesaggio, tra l’altro identificati anche come identitari nel progetto per la valorizzazione integrata del patrimonio culturale “Un Paesaggio a Colori”.
Il motore del progetto che caratterizza ogni azione prevista, punto focale che si ritiene possa essere un ulteriore elemento che funga da collante, è identificato nel concetto di bellezza presente nella creazione artistica che non può essere sconnessa da valori etici legati alla contemporaneità. L’opera d’arte non solo ha il dovere, ma ha la grande capacità di raccontare e di far riflettere sulle grandi contraddizioni della società contemporanea. L’arte può e deve tornare ad essere fondamentale nella nostra quotidianità per la sua capacità di “risvegliare e stimolare un approfondimento e una riflessione sulla società contemporanea”; il ruolo dell’artista e degli operatori culturali è quello di dar forma a ciò che l’intelletto concepisce come vero e a ciò che il cuore sente come buono.
Il progetto vuole mettere a disposizione idee e risorse per offrire non solo la “bellezza” insita nell’opera d’arte, nutrimento fondamentale per l’animo umano, ma anche per lanciare audaci e forti “scosse” per far pensare alle incongruenze che attanagliano la contemporaneità.

 

Analisi del contesto

tones on the stones - picasassIl legame della popolazione del Verbano Cusio Ossola con la pietra è secolare.
La pietra è l’elemento naturale che ha accompagnato la vita dell’uomo fin da tempi antichi, utilizzata per rispondere alle necessità del quotidiano vivere o sublimata attraverso la creazione di monumenti artistici e religiosi.
La pietra è per il Verbano Cusio Ossola un vero e proprio elemento identitario: architettura, usi, costumi e tradizioni sono elementi evocativi di un mestiere che ha accompagnato la vita dell’uomo nei secoli: l’estrazione e la lavorazione della pietra.
Il “picasass” è stato per generazioni il mestiere più comune e diffuso nelle valli del territorio, sicuramente il più antico. Sin dall’epoca medioevale, le maestranze locali si sono contraddistinte per abilità e capacità professionali, contribuendo alla realizzazione di monumenti di interesse internazionale, tra cui, a solo titolo di esempio: il Duomo di Milano, il Duomo di Pavia, la Basilica di S. Paolo Fuori le Mura a Roma. Negli anni, gli artigiani del territorio hanno saputo trasferire il proprio sapere in luoghi e culture differenti, unendo professionalità, competenza e armonia per il bello.
Da anni, sicuramente oltre dieci, la valenza culturale che la pietra ha rappresentato in passato sta vivendo un momento di stasi e di incertezza in termini educativi, comunicativi, sociali e culturali, incapace com’è di attrarre le giovani generazioni anche a livello di conoscenza e approfondimento di una risorsa che continua a caratterizzare il territorio del VCO in termini economici.
Il progetto si pone l’obiettivo di riscoprire, tutelare e promuovere un patrimonio culturale che permane nella memoria collettiva della comunità, dando vita ad attività e appuntamenti di alto profilo, in grado sia di offrire una maggiore consapevolezza dell’identità di un luogo sviluppando il senso di appartenenza dei cittadini, sia di attirare pubblico a livello territoriale, nazionale e internazionale.
Lo spazio e il luogo prescelto per la realizzazione degli appuntamenti si trova a Crodo, presso il Foro Boario, un luogo ad oggi scarsamente riconoscibile dal punto di vista culturale, e al momento scarsamente utilizzato.
L’obiettivo preposto si realizzerà attraverso una serie di azioni, di percorsi innovativi e di ricerca, partendo da elementi visibili, tangibili, oggettuali, materiali, rivolgendosi a un pubblico eterogeneo con l’intento di rivitalizzare la partecipazione della cittadinanza.

 

Obiettivi

Da un’approfondita analisi del contesto socio-culturale, emersa anche dallo studio “Paesaggio a colori” e da un confronto  con i partner del progetto, in particolare il Comune di Crodo e Assograniti VCO (associazione di riferimento del comparto lapideo territoriale) si evidenzia una forte distanza delle nuove generazioni dal patrimonio socio-culturale ed economico legato alla pietra; emerge dunque l’importanza di preservare tale identità promuovendo nuovi percorsi capaci di valorizzare il patrimonio artistico, architettonico e culturale, che abbiano come denominatore comune la riscoperta dell’identità del territorio legata alla pietra, elemento di congiunzione tra gli abitanti e l’ambiente naturale locale.
Il progetto “Vivere i territori della pietra” si propone i seguenti obiettivi:
•    Promuovere i luoghi di intervento, attraverso il miglioramento della proposta culturale e di fruizione degli stessi;
•    Favorire la partecipazione attiva delle comunità locali;
•    Stimolare la reinterpretazione artistica dell’identità culturale dei territori;
•    Promuovere una condivisione digitale;
•    Valorizzare giovani artisti locali ed extraterritoriali;
•    Creare un percorso virtuoso capace di rigenerare la relazione tra le persone del territorio, coinvolgendo anche artisti di prestigio internazionale;
•    Contribuire alla sensibilizzazione e alla riappropriazione degli spazi comuni del territorio.

È importante avviare una knowledge building community, vale a dire una comunità che costruisce conoscenza, consapevole del proprio valore identitario e digitalmente attiva.

 

I luoghi del progetto
Il Foro Boario di Crodo

tones on the stones - foro boario crodoIl Foro Boario “La Miniera” a Crodo è il luogo prescelto per le principali attività che si realizzano nel progetto ‘Vivere i territori di pietra’. Un edificio polifunzionale costruito a metà dello scorso decennio – adatto per convegni, concerti, mostre, esposizioni, feste – che, anche a causa delle importanti spese di gestione e manutenzione, è al momento sottoutilizzato.
L’idea alla base del progetto è quella di attivare delle azioni che possano:
•    trasformare il Foro Boario di Crodo in un centro culturale attivo, creando una reale riconoscibilità in ambito culturale a livello territoriale, provinciale, regionale;
•    valorizzare lo spazio con una programmazione mirata come centro polifunzionale, sede di attività sociali e culturali;
•    offrire agli abitanti di Crodo e dei  Comuni limitrofi l’opportunità di usufruire di un centro culturale con attività innovative, definendolo come centro di aggregazione per le nuove generazioni;
•    stimolare il coinvolgimento di un pubblico territoriale vasto e trasversale.

L’edificio del Foro Boario ha tutte le caratteristiche e le potenzialità per accogliere importanti iniziative: al piano terra, è dotato di un’ampia sala polifunzionale “open space” di circa 630 metri quadrati, con la possibilità di allestire fino a 600 posti a sedere; al primo piano, di una sala convegni di 160 metri quadrati con una capienza di 150 persone e tre sale di differenti dimensioni (40, 65 e 100 metri quadrati), oltre a un ballatoio adatto anche a esposizioni. L’esterno è adibito a parcheggio/area verde (2000 metri quadrati), con possibilità di trasformazione in spazio per esibizioni all’aperto. Nelle vicinanze si trovano strutture ricettive private di ottima qualità.

 

Cave d’estrazione del VCO/ Tones on the Stones

tones on the stones - spettacoli in cavaTones on the Stones nasce nel 2007 con l’intento di portare in primo piano il valore estetico oltre che storico delle cave d’estrazione affacciate sul Lago Maggiore e nelle Valli dell’Ossola: guardare con nuovi occhi i maestosi e geometrici luoghi che si aprono nella montagna è infatti tra i principali obiettivi prefissi dal progetto.

 

 

 

 

 


Azioni

Le azioni previste sono state racchiuse in tre contenitori principali:
1. Lab
2. Call
3. Servizi

 

1. Lab

Nella formula del laboratorio è stata individuato il miglior metodo di aggregazione sociale e la messa in relazione dell’individuo con la propria creatività. Nel triennio di svolgimento del progetto verranno realizzati diversi appuntamenti con peculiarità e funzionalità specifiche agli obiettivi. L’idea di organizzare dei laboratori nasce anche dal desiderio di promuovere per la prima volta a Crodo e per la prima volta nella struttura del Foro Boario occasioni culturali e sociali che abbiano una programmazione continuativa, dando maggiore visibilità e riconoscibilità culturale a uno spazio al momento poco frequentato a livello culturale e non considerato un reale centro di aggregazione quale potrebbe diventare.

Le proposte dei laboratori prevedono una serie di appuntamenti multidisciplinari che valorizzano la dimensione artistica, espressiva, estetica, relazionale della pietra intesa come risorsa del VCO, in dialogo con un pubblico trasversale: territoriale e extraterritoriale.
Per tutta la durata dei laboratori si coinvolgeranno giovani volontari che parteciperanno attivamente alla realizzazione dei medesimi. La chiamata ai giovani volontari inizierà a partire dal mese di settembre 2015.
Con questo progetto si intende anche essere al servizio della pluralità e diversità degli utenti, provvedendo ad identificare e a soddisfare i bisogni espressi dai fruitori, specie laddove vi siano esigenze specifiche, sovente collegate a disabilità o difficoltà.

 

Laboratori a cura di Recycled Stones  (2015-2017)

I laboratori si strutturano con due modalità:
•    appuntamento aperto alle famiglie da organizzare nei giorni festivi e durante il festival Tones on the Stones
•    percorso didattico pomeridiano da realizzare con gli alunni delle scuole primarie di Crodo, coinvolgendo una cinquantina di bambini.

 

Narrazione negli scarti

tones on the stones - laboratori bambiniObiettivo del laboratorio: raccontare delle storie brevi utilizzando le pietre di scarto.
tipologia: laboratorio polisensoriale e partecipativo mirato alla sensibilizzazione e al recupero degli scarti della pietra naturale come risorse immaginifiche, elementi per riflettere, creare.

Metodologia
L’incontro è stato gestito con la modalità dell’ascolto attivo e dell’interazione costruttiva, mettendo al centro i partecipanti e il loro modo di sperimentare. Le realizzazioni individuali si sono alternate al lavoro di gruppo e di condivisione.
Durante il laboratorio i bambini hanno potuto visualizzare, giocare con le pietre di scarto interpretandole come soggetti evocativi e narrativi – al termine del quale hanno ampiamente raggiunto l’obiettivo.
Il laboratorio ha coinvolto 25 bambini di età compresa tra i 5 e 8 anni.
Ogni bambino ha avuto a disposizione pietre di scarto di forme e colori differenti + colori + fogli.

Periodo di esecuzione
Autunno 2015 – Scuole elementari di Crodo/Baceno

Nuove edizioni
Estate 2016 – Tones on the Stones/Crodo
Autunno 2016 – Crodo e altre date da definire

 

La pietra si racconta (2016-2017)

laboratori per studenti e universitari

 

Recycled Stones – Love Stones

Tones on the Stones 2015

L’esperienza laboratoriale parte simbolicamente nel 2015 durante il festival Tones on the Stones.
Il progetto Love Stones intende portare l’attenzione sulla pietra di scarto, che nel corso del triennio diventerà la materia con cui tutti i fruitori, nei diversi livelli previsti,  dovranno confrontarsi. Attraverso il gesto simbolico del dono le pietre di scarto assumeranno una valenza affettiva che è quella che si vuole insinuare nel pubblico consolidato di Tones on the Stones e futuri fruitori di Stone Heritage Map.

 

Love Stones

no diamonds  RECYCLED STONES ARE FOREVER

tones on the stones - love stonesTra i pinguini di Adelia il corteggiamento segue un rituale curioso: il maschio afferra un sasso con il becco e lo depone tra le zampe della femmina prescelta.
La femmina, se accetta l’offerta, lo raccoglie e si avvia a costruire il nido insieme al compagno, con cui starà tutta la vita.
Una pietra senza valore, riutilizzata in altri termini diviene la scintilla di un progetto esistenziale.
recycled stones regala a chiunque abbia piacere di riceverla una LOVE STONE, pietra  gratuita come l’amore vero, perché possa essere ridonata alla persona amata.
Le LOVE STONES sono comuni pietre di scarto, e come tutte le pietre di scarto hanno  potenzialità infinite: non  hanno alcun valore, fino a quando una scelta determinativa  ne attribuisce loro uno specifico.
Le LOVE STONES sono un invito seminale ad amare e diffondere gioia, felicità e  bellezza.

 

Presepi d’acqua – Crodo

tones on the stones - presepi acquaIl progetto ‘Presepi sull’acqua’ condivide perfettamente le finalità del progetto, creando una connessione molto forte con l’architettura tradizionale di pietra di fontane e lavatoi  stimolando il protagonismo culturale dei cittadini.

 

Partecipazione attiva dei cittadini allo spettacolo dal vivo

Due produzioni che entreranno nel cartellone di Tones on the Stones nel 2016 e 2017 che vede la partecipazione attiva dei cittadini nello specifico nel 2016 saranno invitati a partecipare tutti i cori amatoriali della provincia e nel 2017 saranno invece chiamati i chitarristi amatoriali per un progetto con Theo Teardo.
L’esperienza passata che ha visto la partecipazione attiva dei cittadini nelle produzioni del festival, insegna che la fine del coinvolgimento dopo la produzione di un evento non rappresenta la conclusione dell’esperienza. Partecipare ad una produzione artistica è una scossa che apre un varco che crea il legame con la manifestazione.  Nel futuro non devono mancare le occasioni e le opportunità di ulteriori coinvolgimenti mantenendo attive diverse modalità affinchè passi il concetto che un evento artistico territoriale è un progetto di tutti e per tutti.

 

 

2. Call

Musica, Arte multimediale e giochi di luce, Scultura

Facendo riferimento agli esiti delle interviste realizzate nel corso degli studi per la realizzazione di “Un Paesaggio a Colori”, era parso evidente che i giovani lamentassero la mancanza di eventi culturali attenti alle loro esigenze.
Riteniamo sia fondamentale allargare al massimo le tipologie di pubblico presenti agli appuntamenti culturali e quindi anche a Tones on the Stones, a tal rigurado, l’esperienza di neXTones, la sezione dedicata alle arti digitali inaugurata nel 2014 all’interno del cartellone del festival, è stata estremamente positiva. Circa duemila giovani hanno partecipato all’evento neXTones, pare quindi necessario attrarre ulteriormente il pubblico giovane, integrando le produzioni artistiche con esperienze partecipative legate alle arti performative da parte di giovani studenti di accademie musicali e figurative che in questo momento storico rappresentano il nuovo pubblico, un pubblico attento e che si muove, viaggiando in maniera easy, attraverso manifestazioni e festival attenti ai nuovi linguaggi.
La pietra rimarrà il leitmotiv di tali esperienze performative che si andranno a proporre nel triennio di svolgimento del progetto. Sono stati concepiti dei contest e attraverso delle call pubbliche e verranno invitati giovani artisti ad operare attraverso l’utilizzo della pietra e successivamente ad integrarsi nelle fasi di produzione artistica del festival.

Nello specifico verranno realizzate dalle call per:
•    Composizioni musicali  e performance multidisciplinari
•    Giochi di luce ( progetto in collaborazione con Clay Paky, Visual art
•    Scultura e land art

Obiettivo: valorizzare, promuovere e sostenere giovani scultori e artisti che siano attivi nello studio e nelle installazioni dedicate ai linguaggi contemporanei. Gli artisti selezionati installeranno le loro opere nelle città di Crodo, Verbania e durante le edizioni 2016 e 2017 del festival Tones on the Stones.

 

Apriamo la prima iniziativa con il Bando

“Sguardi sulla pietra”
Open call per giovani artisti – settore arti visive

Il progetto è rivolto a tutti gli artisti italiani delle Accademie di Belle Arti e a giovani artisti professionisti del Verbano Cusio Ossola, che utilizzano diversi linguaggi: dalle più tradizionali pittura e scultura all’installazione, dal video e la fotografia alla performance e che desiderano portare gli esiti della propria ricerca nella cornice del festival, avendo la possibilità di confrontarsi con i materiali lapidei i suoi colori e le texture, ma anche i suoi paesaggi, scenari e percorsi.
Gli studenti che verranno selezionati avranno la possibilità di preparare i lavori e i progetti con il contributo di due artisti/tutor che daranno le linee guida all’intero progetto.
Per questo sono stati invitati due artisti che lavorano con mezzi e linguaggi diversi: Andrea Magaraggia e Serena Porrati (www.andreamagaraggia.com e www.serenaporrati.com). I loro differenti approcci potranno offrire agli studenti selezionati un’opportunità di lavoro approfondita e articolata. Dopo la selezione, sono previsti due sopralluoghi nella zona delle cave in cui gli artisti tutor incontreranno i candidati selezionati per discutere del progetto che li vedrà coinvolti nella realizzazione delle opere da esporre.

Specifiche relative allo spazio
Le opere realizzate verranno presentate durante Tones on the Stones 2016 e successivamente collocate in luoghi idonei presso il Comune di Crodo, capofila del progetto “Stones Heritage Map: Vivere i territori della pietra”.

Procedure di partecipazione
Per partecipare alla call si richiede l’invio di:

  • un portfolio con i propri dati, la formazione, eventuali esposizioni, immagini dei lavori e progetti più recenti
  • Scheda di una propria opera o di un progetto che possa essere significativo rispetto al tema proposto Il formato richiesto è PDF
  • Il materiale dovrà essere inviato entro il 1° maggio 2016 al seguente indirizzo, valido anche per richieste informazioni: marble.call2016@gmail.com Le proposte verranno valutate ad insindacabile giudizio della commissione.

Commissione
La commissione esaminatrice è composta dalle curatrici della call e i due artisti tutor invitati e da un rappresentante del progetto patrocinatore.

Specifiche tecniche
Tones on the Stones e il Comune di Crodo mettono a disposizione uno spazio di residenza per la produzione delle opere nei giorni precedenti al festival. Le cave d’estrazione del territorio, i laboratori di lavorazione della pietra, saranno a disposizione dell’artista quali luoghi di suggestione creativa e fonte di prelievo dei materiali (marmo, graniti e pietre naturali). Ogni artista dovrà lavorare con i propri strumenti tecnici e avrà a disposizione un rimborso spese per: viaggio, vitto e pernottamento nei giorni di inaugurazione e festival.

 

Workshop e contest light show

Da tre anni Clay Paky, eccellenza industriale italiana, che produce materiale illuminotecnico per spettacoli, è partner tecnico di Tones on the Stones. Dal 2014 organizza con il festival un Workshop e un Light Contest per giovani lighting designer. Si tratta di un progetto unico in Italia, che intende offrire opportunità formative e di avviamento all’attività professionale, per una professione che non conosce una percorso didattico convenzionale. Questo progetto ha valenze specifiche anche perch promuove in ambito internazionale Tones on the Stones che sempre più viene identificato e seguito per la sua cifra stilistica legata ai linguaggi contemporanei e alle nuove tecnologie multimediali, aprendo le porte ad un nuovo pubblico. Altro segnale significativo è la connessione tra il tessuto industriale e quello culturale artistico che in questo paese stenta a prendere forma, solo attraverso queste sinergie le realtà di produzione artistica possono divenire sostenibili. Attraverso lo scambio di competenze si innescano anche processi virtuosi di crescita e di valorizzazione delle eccellenze italiane.

tones on the stones - clay paky

 

Musica elettronica e performance

Tones on the Stones mette a disposizione la sezione neXTones quale spazio performativo per tutte le esperienze artistiche scaturite dalle Call. Oltre alla scultura e alle arti visive multimediali si vuole dare spazio alla ricerca mettendo in relazione produttori elettronici di fama internazionale con i giovani musicisti selezionati nelle Call.
Si utilizzerà anche per questa parte di progetto la formula della residenza e della messa in rete degli artisti. I progetti migliori verranno inseriti nella line up di neXTones delle edizioni 2016 e 2017, alternandosi ai big presenti.

In occasione delle call verranno creati degli appuntamenti culturali a Crodo, Domodossola e Verbania al fine di far interagire i giovani residenti del territorio del Verbano Cusio Ossola con momenti di incontro. Sono stati scelti come luoghi deputati agli incontri luoghi di aggregazione giovanili solitamente non deputati alla cultura, proprio per voler semplificare l’approccio anche a quei giovani che poco frequentano gli eventi artistici culturali.

 

 

 

3. Servizi

Il progetto prevede un ampliamento dei servizi destinati al pubblico e alla comunicazione del festival Tones on the Stones.



Sguardi sulla pietra

Esposizione opere dei vincitori

Nella scorsa primavera è stata indetta una Call rivolta agli artisti italiani delle Accademie di Belle Arti che utilizzano diversi linguaggi: dalle più tradizionali pittura e scultura all’installazione, dal video e fotografia alla performance.
Grazie al bando di concorso, gli artisti selezionati potranno portare gli esiti della propria ricerca nella cornice di Tones on the Stones 2016, avendo la possibilità di confrontarsi con i materiali lapidei, i loro colori e le texture, ma anche i loro paesaggi, scenari e percorsi.
Tra le numerose candidature giunte alla redazione del progetto, curato da Chiara Foletto e Lorena Giuranna, sono stati selezionati sette giovani artisti che, grazie al contributo di Andrea Magaraggia (www.andreamagaraggia.com) e Serena Porrati (www.serenaporrati.com), che hanno delineato le linee guida dei lavori, presenteranno nelle giornate del festival le proprie opere.

I sette artisti selezionati:
Federica Fontana
Gianluca Brando (www.gianlucabrando.tumblr.com)
Maria Poletti
Tommaso Gatti
Michela Argnani (www.michelaargnani.com)
Leonardo Ruvolo
Raluca Andreea Hartea

 

Le curatrici del progetto

Lorena Giuranna è critica e storica dell’arte. Collabora dal 2004 con il Dipartimento Educativo del Museo MA*GA di Gallarate di cui è coordinatrice e responsabile dal 2012. E’ direttrice del Museo della Carale per la poesia sperimentale visiva di Ivrea, centro specializzato in ricerche artistiche che si dedicano alle relazioni tra arte e linguaggio. Dal 2007 al 2013 ha collaborato con l’Archivio Alik Cavaliere di Milano per cui ha curato mostre e pubblicazioni. Tra 2011 e 2012 è docente di Linguaggi dell’arte contemporanea presso l’Accademia Aldo Galli di Como. Ha pubblicato diversi libri per Mimesis Edizioni.Tra le mostre più recenti che ha curato negli ultimi anni si ricordano: Urban Mining. Rigenerazioni Urbane, Museo MA*GA di Gallarate; Gianni-Emilio Simonetti, Othermaps, othernearby, Museo della Carale, Ivrea; Libri d’artista e altri racconti, mostra e convegno sul libro d’artista, Museo MA*GA; “La scultura presa in sé non esiste…”. Opere e apunti di Alik Cavaliere, Spazio per l’arte contemporanea Brownprojectspace.

Chiara Foletto è artista, graphic designer e curatrice. Collabora con Savana (rassegna musicale e artistica) come visual artist. Insegna discipline artistiche nelle scuole pubbliche. Ha collaborato con il Museo MA*GA di Gallarate come art director dal 2004 al 2013. Ha seguito un master in Organizzazione e comunicazione delle arti visive ed è specializzata in Nuove tecnologie dell’arte (www.chiarafoletto.com).